Raffaella Severgnini

Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale. Laureata presso l’Università degli Studi di Padova e specializzata in psicoterapia presso la scuola “Mara Selvini Palazzoli” di Milano. Ho conseguito la qualifica di I° e II° livello del metodo EMDR. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia n. 15470.
Oltre alla libera professione ho delle collaborazioni attive con il Consultorio Familiare “Punto Famiglia” di Caravaggio, con il centro antiviolenza “Associazione donne contro la violenza” di Crema e con l’associazione “CAM” (Centro Ascolto Uomini Maltrattanti) di Castelleone.

DI COSA MI OCCUPO
Seguo adulti e giovani adulti con colloqui clinici di psicoterapia e sostegno psicologico. Svolgo terapia di coppia e famigliare in co-terapia con colleghe di Crema.
L’esperienza all’interno del centro antiviolenza mi ha portato ad approfondire tematiche relative al trauma, in particolare facendo ricorso al metodo EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) che permette l’elaborazione degli eventi traumatici siano essi Traumi con T maiuscola, cioè eventi caratterizzati da intense emozioni negative in cui l’integrità fisica e/o emotiva di una persona è stata messa in pericolo, ma anche a tutti quei traumi con t minuscola di natura relazionale che avvengono sia all’interno della propria famiglia o coppia sia all’esterno.
Mi occupo inoltre della dipendenza affettiva, conosciuta anche come love addiction, cioè quella condizione psicologica in cui si sviluppa un’assoluta dedizione all’altro, il classico “senza di lui non esisto” che porta spesso a “una dolorosa ossessione, un’abitudine a soffrire”.
Sono particolarmente attenta nel trattare quelle situazioni di disagio e malessere generate dall’esperienza dell’infertilità di coppia e alle problematiche psico-fisiche inerenti al percorso della procreazione medicalmente assistita (PMA).

LO SGUARDO SISTEMICO – RELAZIONALE

“Ogni cosa è illuminata dalla luce del passato” J. Safran Foer

E’ un modello terapeutico che parte dall’idea secondo cui ogni contesto può essere considerato un sistema: cioè un insieme di persone che si influenzano reciprocamente nel loro stare insieme, persone quindi unite da legami affettivi e relazioni: in primo luogo la famiglia. La terapia sistemico-relazionale intende il sintomo non come un problema individuale, ma come la manifestazione di un disagio dell’intero contesto in cui esso si esprime; perciò una persona che soffre, non soffre da sola, ma è inserita in un contesto a sua volta sofferente. Per comprendere al meglio le dinamiche disfunzionali, il modello terapeutico lancia uno sguardo nel passato cercando di connettere il presente al passato e proiettarsi nel futuro.
Questo modello terapeutico risulta essere molto indicato per il trattamento dei Disturbi della Condotta Alimentare (DCA) infatti il comportamento anoressico-bulimico ci parla non solo della paziente che lo vive, ma anche del suo contesto di riferimento e di come la sofferenza coinvolga tutti i membri coinvolti nella relazione.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: